mercoledì 24 giugno 2015

Fantaisie brillante sur 'Carmen' (Borne, François)



La Fantaisie Brillante sur l'opéra Carmen de Georges Bizet

Nel XIX secolo, le opera dominano la vita musicale delle città europee più importanti, non solo nella forma teatrale, in cui praticamente tutte le classi sociali potrebbero partecipare acquistando un biglietto, ma anche in varie forme derivate, che sono stati eseguiti principalmente in nobile e salotti borghesi. Queste forme derivate incluse riduzioni per canto e pianoforte, trascrizioni, variazioni e parafrasi, destinati ad essee eseguite in luoghi riservati da un piccolo numero di interpreti.





Gianmarco Leuzzi
 allievo del Conservatorio di Lecce e solista
 della serata del 21 giugno a Lecce




Queste forme hanno dato interpreti spesso dilettanti), l'opportunità di mettere in evidenza le proprie capacità. Pertanto, gli strumenti musicali sono state migliaorate, e compositori ed editori fornito metodi e pezzi di intrattenimento per i professionisti e fotoamatori evoluti.

partitura pdf L'Arlèsienne suite no1 Bizet e suite no2


Inoltre, queste forme hanno dato al pubblico la possibilità di godere musicale unico e sociale eventi. Infatti, nel corso di questi incontri socialli partecipanti hanno potuto prendere delle decisioni politiche e organizzare attività e matrimoni. Questo tipo di pubblico ha preferito ascoltare i pezzi brillanti che erano legate ai più popolari eventi ,usicali del tempo, come le fantasie su temi delle più famose arie d'opera.
Questo stuido riguarda in particolare la disposizione per flauto e pianoforte scritti da François Borne (1840 - 1920) su temi dall'opera Carmen di Bizet, e cita altre disposizioni della stessa opera, che delinea una visione comparativa.


audio mp3 preludio Carmen (arr.)
                                                               
audio mp3 Carmen suite no2 (arr.)

 Video: Maria Callas "Habanera" Carmen, Bizet - Hamburg, 16.03.1962


La Fantaisie Brillante sur l'opéra Carmen de Georges Bizet fu scritta nel 1900 e orchestrata nel 1990 da Raymond Meylan. È l'unica composizione arrivata fino a noi delle molte che Borne compose per il flauto. Il pezzo percorre l'intera estensione dello strumento, soddisfacendo il desiderio di Borne di scrivere pezzi che mostrassero l'agilità del flauto, e mettendo alla prova le capacità dei virtuosi. La Fantasia utilizza i temi più conosciuti della Carmen, traendone diverse variazioni, mettendo in risalto sia gli aspetti tecnici che quelli musicali dell'esecuzione al flauto

Visualizza partitura per flauto in pdf
Visualizza partitura per pianoforte e flauto in pdf
Il pezzo percorre l'intera estensione dello strumento, soddisfacendo il desiderio di Borne stesso di scrivere pezzi che mostrassero l'agilità del flauto e mettendo alla prova le capacità dei virtuosi. La Fantasia utilizza i temi più conosciuti della Carmen, traendone diverse variazioni, mettendo in risalto sia gli aspetti tecnici che quelli musicali dell'esecuzione al flauto. Caratteristiche che si ritrovano da leitmotiv in tutto il concerto. Brani importanti, articolati, brillanti, virtuosistici e dal gusto pastorale.






















martedì 16 giugno 2015

Sinfonia concertante per oboe, clarinetto, corno, fagotto e orchestra (Mozart)

Sinfonia concertante di W.A.Mozart k297b
per oboe, fagotto, corno e clarinetto



Visualizzazione della partitura per Quartetto e Orchestra in pdf

 Antonio De Pascalis (oboe), Antonio De Santis (fagotto), Marco Olivares (corno francese), Fabrizio Miglietta (clarinetto)


La sinfonia concertante per oboe, clarinetto, corno, fagotto e orchestra K 297b in mi bemolle maggiore è una composizione attribuita a W.A.Mozart. L'autografo risulta perduto e la fonte attraverso cui ci è pervenuta è una copia manoscritta.
Una lettera indirizzata al padre Leopold e datata 1º maggio 1778 contiene l'informazione che il compositore aveva terminato un brano commissionatogli dall'impresario parigino Jean Le Gros, che da meno di un anno era direttore dei Concert Spirituel del Palais des Tuileries e consegnato il 27 aprile a Le Gros. Si trattava di una sinfonia concertante per flauto, oboe, fagotto e corno, con un'orchestra composta da due oboi, due corni e archi. I quattro solisti provenivano dalla celebre orchestra di Mannheim.


Lo stile concertante stava imponendosi in Europa partendo proprio da Mannheim, mediato dall'influsso parigino. La sinfonia concertante era un tipo di sinfonia nella quale un gruppo di strumenti solisti ("concertino") dialogava in alcuni passaggi con il resto dell'orchestra.

La circostanza che la sinfonia nell'occasione non fu eseguita e che a noi sia giunta attraverso un manoscritto non autografo, scoperto quasi un secolo dopo e che reca un organico diverso, con il clarinetto solista anziché il flauto, ha fatto nascere alcuni dubbi sull'attribuzione della sinfonia a Mozart. L'analisi stilistica sembra però rivelare la mano del compositore, benché sia stato avanzata l'ipotesi, anche sulla base della differenza tra l'organico descritto da Mozart nella lettera al padre e quello del manoscritto, che alcune parti siano state riscritte.


Esecuzione video di oboe, clarinetto, corno e fagotto
Audio Mp3 di oboe, clarinetto, corno e fagotto

Partitura in pdf






giovedì 11 giugno 2015

Il concerto solista

Il Concerto solista


Il concerto solista è una composizione per una piccola orchestra e uno strumento solista, che nel 1600-1700 era il violino.
Antonio Vivaldi 
Generalmente si individua in Antonio Vivaldi l'inventore del concetto di concerto solista, ossia, l'evoluzione del concerto grosso verso una forma musicale che prevede uno o più strumenti solisti ai quali è assegnata una partitura obbligata o una sezione (comunemente chiamata sequenza), dedicata all'improvvisazione dell'esecutore.


Il vero e proprio concerto solistico o barocco nasce nella prima metà del '700: un solo violino prende il posto del concertino, mentre il clavicembalo fa da basso continuo. Lo strumento solista è il violino perché il primo violino è anche il direttore d'orchestra; tuttavia con il tempo sarà preferito il clavicembalista come direttore d'orchestra, poiché aveva maggiori probabilità di avere le mani libere e quindi di dare gli attacchi agli orchestrali e ai cantanti d'opera.


Nicolò Paganini

Audio Mp3 di Bach per clavicembalo











A metà '700 nasce il concerto solistico per tastiera, che inizialmente era il clavicembalo poi sostituito dal pianoforte, costruito nel 1698 da Bartolomeo Cristofori e dotato di un suono più caldo ed espressivo. Nella seconda metà del '700, il cosiddetto periodo classico, si sviluppa la forma del concerto per pianoforte e orchestra: il solista è considerato quasi un eroe in lotta con l'orchestra
Il concerto per violino perde quindi l'esclusività che aveva avuto nel periodo barocco.





Il concerto barocco è strutturato in tre movimenti: Allegro, Adagio e nuovamente Allegro, a sua volta suddivisi in 7 sezioni, 4 dove a suonare è l'orchestra e 3 il solista. Carl Philip Emanuel Bach darà inizio all'evoluzione di questa forma musicale, portata poi avanti da Mozart e Beethoven, esponenti assieme a Franz Joseph Haydn, della Prima Scuola di Vienna: il rapporto tra solista e orchestra, nei concerti di questi due compositori, non sarà così rigidamente strutturato come lo era nel periodo barocco; Beethoven, in particolare, darà grande spazio alla parte orchestrale, riuscendo ad imporsi e a ottenere successo con i suoi 5 concerti per pianoforte, mentre i 20 concerti per pianoforte di Mozart cadranno perché troppo avanti con i tempi.


Paganini è un autore del periodo di passaggio tra il classicismo di questa prima scuola viennese e il mondo romantico; proprio per questo, nelle antologie musicali di autori non italiani, occupa un posto marginale, poiché suddetto periodo non è considerato particolarmente importante. Paganini viene considerato come un epigono dagli studiosi fuori d'Italia: un autore che si limita a seguire rigidamente le regole ancora del Classicismo, senza portare nessun elemento di innovazione, come altri compositori e grandi virtuosi pianistici del periodo oggi quasi sconosciuti (Hummel, allievo di Mozart, Czerny, Ries, allievi di Beethoven, Steibelt, Moscheles). Altro punto a sfavore di Paganini, nell'ottica della musicologia d'oltralpe, l'essere troppo legato al mondo dell'opera lirica.

Rondò brillante in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op.29

Rondò brillante in mi bemolle maggiore 
per pianoforte e orchestra,op. 29 


Alberto Manzo
allievo del Conservatorio di Lecce solista della serata del 21 giugno
             
 Musica: Felix Mendelssohn-Bartholdy
 Presto
          Organico: pianoforte solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi

Composizione: Düsseldorf, 29 Gennaio 1834



   Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1835 










Düsseldorf, dove Mendelssohn ricoprì la carica di direttore musicale dal settembre 1833 all'agosto 1835, il compositore scrisse il Rondò brillante op. 29, che fu completato il 29

gennaio del 1834. Si tratta di un lavoro strutturato in forma di libero rondò, con l'alternanza del tema ritornello (refrain) a episodi eminentemente solistici. Sono presenti anche un tema lirico e uno più energico, di stampo eroico, che rappresentano il materiale di base del brano. Più in generale spicca il carattere brillante del Rondò, dominato dal virtuosismo pianistico e dalla scintillante scrittura orchestrale. E ciò traspare sin dall'inizio, con il Presto introdotto da uno squillo di fanfara e, subito a seguire, l'esposizione del tema principale, un'idea briosa seguita da una frase scalare e staccata in crome, chiusa da un elemento caratteristico in levare. 


Segue la ripresa orchestrale del refrain e l'espansione della frase in crome che nel finale si caratterizza per la ripetizione del segmento in levare. Ancora fa capolino il refrain, ma con funzione di frase di collegamento; porta a un episodio virtuosistico del piano punteggiato dall'incipit tematico, sino a infrangersi sul medesimo motivo trasformati in severo motto di chiusa.




Dopo tanta agitazione si apre un'oasi di pace con il tema lirico del pianoforte, mentre sullo sfondo risuona talvolta l'ondulato segmento ritmico dell'incipit del refrain. Dall'elemento caratteristico della frase in crome si avvia un secondo episodio del solista, ancora di limpida tecnica; sfuma in una frase di collegamento che precede il ritorno non testuale ma in gran stile dell'introduzione di fanfara e poi del refrain; la frase in crome prepara anche nei colori armonici una parte sviluppativa, il centro del Rondò, in grado, se possibile, di mettere ancor più in mostra il virtuosismo del piano.



 

Ecco dunque profilarsi un motivo eroico su intervallo di salto d'ottava, cui si alternano le volate del solista derivate da un segmento dell'introduzione; il motivo di salto è sfruttato in imitazione per ampi stralci in modo minore; di seguito subentra il terzo episodio solistico, tratteggiato dai richiami del tema eroico che poi ancora emerge con forza nel «tutti» dell'orchestra e solo alla fine rallenta. Tramite l'escamotage dell'anticipazione di un frammento del motivo lirico al piano si compie il trait d'union per la ripresa testuale dello stesso tema lirico nel canto del piano (poi dell'orchestra), sempre accompagnato dall'ondulato segmento ritmico dell'incipit del refrain





















Il riemergere dell'elemento caratteristico in levare dà la stura alla ripresa del secondo episodio solistico sotto altre vesti tonali; ora la frase di collegamento non è però seguita dalla fanfara, né dal refrain, come in precedenza, ma dal motivo eroico scorciato, pure alternato alle brevi volate del solo. Dunque Mendelssohn presenta una ripresa decisamente sui generis del materiale, per nulla simile alla fase espositiva precedente. La perorazione finale giunge come il giusto epilogo di questa agitata fremente composizione: ecco di nuovo l'elemento caratteristico, ma questa volta ancor più reiterato; introduce il refrain principale e l'ultimo, sfavillante episodio solistico, ben sostenuto dagli accenti dell'orchestra e, nella coda, della breve citazione dell'elemento in levare e del refrain.



Audio Mp3 di Benjamin Frith


Audio Mp3 dei Concerti del Conservatorio Tchipa















sabato 6 giugno 2015

Festa della Musica in Italia, all'estero e a Lecce...

Festa Internazionale della musica

La Festa della Musica non è un festival

È una grande manifestazione popolare gratuita che si tiene il 21 giugno 
di ogni anno per celebrare il solstizio d’estate; è una festa aperta a tutti 
i partecipanti amatori o professionisti, che desiderano esibirsi di fronte 
ad un vasto pubblico, sempre curioso e disponibile


La Festa della musica (dal francese "Fête de la musique") è una grande manifestazione popolare gratuita che si tiene il 21 giugno di ogni anno per celebrare il solstizio d'estate. È una festa aperta a tutti i partecipanti, amatori o professionisti, che desiderano esibirsi di fronte ad un vasto pubblico.


Lanciata in Francia nel 1982, la Fête de la Musique è diventata un autentico fenomeno che si iscrive in un contesto europeo che coinvolge ormai numerose città in tutto il mondo. In Europa dal 1995 hanno aderito, confederandosi in una Associazione europea, le città di Atene, Barcellona, Berlino, Budapest, Bruxelles, Lisbona, Liverpool, Losanna, Madrid, Napoli, Parigi, Praga, Roma, Senigallia (AN), Lanuvio (RM). In Italia, in questi ultimi anni, numerose città hanno aderito all’evento e molte altre ancora stanno aderendo. Numerosi istituti, amministrazioni, centri culturali, operatori, professionisti hanno contribuito a questo sviluppo internazionale e sono coinvolti ogni anno nell’organizzazione dell’evento. Adattandosi alle specificità culturali di ogni paese, la festa ha saputo inventarsi, reinventarsi e diventare una manifestazione musicale internazionale emblematica.
La Festa della Musica ha un carattere soprattutto spontaneo. Vista l'ampiezza della partecipazione, la diversità delle esibizioni, l'internazionalizzazione della Festa, è stato creato un coordinamento. Oltre ad occuparsi della Festa della Musica in Francia, l'A.D.C.E.P. (Association pour le Développement de la Création, Etudes et Projets) si occupa del coordinamento europeo in stretto contatto con Bruxelles.

La Festa della Musica in Italia.
In Italia, la Festa della Musica si svolge in tante città e paesi ed è coordinata, ad eccezione di Roma, dall'Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica (A.I.P.F.M.). Da oltre 20 anni la sua missione è quella di coordinare, promuovere, assistere, informare e comunicare, in stretto contatto con i rispettivi Comuni e in collaborazione con tutte le più prestigiose realtà e istituzioni musicali delle città. In particolare, si occupa della produzione della Festa della Musica Europea a Senigallia. L’intento dell’AIPFM è di conferire all’evento del 21 giugno una dimensione sociale nazionale in grado di consentire ad ogni città una visibilità europea. Inoltre, sono stati presi accordi con le altre città partner europee al fine di favorire gli scambi artistici a livello internazionale, per rafforzare ulteriormente l’aspetto europeo dell’evento. Inserita nella rete di coordinamento internazionale, L’AIPFM è in grado di intervenire in materia di proposizioni di scambi artistici con altri paesi e in termini di modalità di organizzazione tecnica e logistica.


A Roma la Festa della Musica si svolge dal 1994, organizzata dall'Associazione Festa della Musica. La manifestazione è l'evento di apertura dell'Estate romana e regala al suo pubblico ogni anno circa 200 concerti gratuiti di tutti i generi musicali. La manifestazione è aperta a tutti, musicisti professionisti e non, istituzioni musicali, case discografiche, ambasciate e istituti di cultura stranieri.

















M° Salvatore Stefanelli - Direttore del conservatorio di musica
"Tito Schipa" di Lecce












FESTA DELLA MUSICA A LECCE
Domenica 21 giugno alle ore 21:00 presso " Chiostro dei Teatini"
ORCHESTRA GIOVANILE del Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce
M° Michele Nitti - direttore